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1. Trama e i colpi di scena del racconto
2. I molti personaggi
3. La discussione filosofica e il dibattito d’idee che attualizza e rende moderna una vicenda avvenuta molti secoli addietro.

1. Trama e colpi di scena del racconto
La trama storica del romanzo coincide naturalmente con il secondo dei tre piani narrativi di cui vi ho già detto in precedenza, dal momento che la storia dell’Ordine templare è strettamente collegata a quella di Outremer, cioè alle vicissitudini del Regno di Gerusalemme e a quelle delle varie spedizioni militari che si sono succedute in quei territori.
Come potrete vedere dalle diapositive che saranno presentate, non esiste battaglia, azione militare o semplice avvenimento svoltosi in Terra Santa che non abbia visto impegnati i cavalieri del Tempio che spesso hanno ricoperto un ruolo essenziale in queste vicende, al punto che spesso erano presentati come gli arbitri delle sorti dei territori oltremarini.

2. I molti personaggi storici
E’ questo un aspetto che io ritengo assai interessante al quale da sempre ho dedicato molte letture e vari approfondimenti.
Ricordo che il primo libro che ho davvero gustato e letto con estremo diletto era un’entusiasmante biografia del grande condottiere cartaginese Annibale!
Ed ancora adesso niente mi appassiona di più che la lettura di una biografia di un qualche personaggio medievale.
Nell’ordine del Quinto Evangelo i personaggi storici risultano essere i veri protagonisti della vicenda. Alcuni di essi sono solo abbozzati, altri invece, sono considerati e studiati assai approfonditamente.
Alcuni sono risultati storicamente rilevanti: san Bernardo, san Francesco, Papa Innocenzo III, Bonifacio VIII, Clemente V, Re Luigi IX il Santo, Riccardo Cuor di Leone, sua madre Eleonora d’Aquitinia, Federico II lo "Stupor mundi", Saladino, Gengis Khan, Baibars… e via discorrendo.
Nel breve spazio di alcuni decenni si incontrano tantissime figure storiche che hanno lasciato un’orma indelebile nella storia dell’umanità.
Ciò sta ad indicare, ancora una volta, che questo periodo storico non può essere assolutamente considerato come un’epoca piatta, barbara e priva di interesse.
Accanto a questi "giganti", però, nel libro sono menzionate e descritte anche alcune figure "minori" penso a Re Baldovino IV il re lebbroso, Jolanda di Brienne, la giovane sposa tradita di Federico II e molte altre…
Sono minori, non tanto per quello che hanno fatto o detto, ma perché minore è stato il tempo loro concesso sul grande palcoscenico della vita.
Sono molte poi le piste che potrebbero essere seguite e che nel libro sono appena abbozzate.
Un solo esempio tra i tanti…
Ad un certo punto della storia, verso la metà del 1200, irrompevano, dapprima in Asia e poi in Terra Santa e quindi in Europa, le orde selvagge dei Tartari, o Mongoli.
Questi guerrieri venuti dall’inferno, il Tartaro appunto da cui derivano il loro nome, scompaginano completamente il quadro d’insieme e la situazione che si era venuta a creare.
D’ora in poi, non si dovrà parlare esclusivamente di Cristiani contro Arabi, Turchi contro Franchi, ma si dovranno fare i conti anche con l’arrivo imprevisto ed imprevedibile di un’ondata di nuovo vigore e di nuova energia, che entrambe le fazioni in lotta tentarono di aggregare alla propria causa.
E così che, in un quadro in rutilante e continua evoluzione, inizia un tentativo eroico e "pazzo" agli occhi del mondo: quello di evangelizzare i nuovi pagani venuti da Oriente!
Il francescano Giovanni da Pian del Carpine, assieme a pochi altri fratelli, si dirige con pochissimi mezzi e con enorme fede verso l’Oriente sconosciuto: la sua missione è quella di portare la Buona Novella a questi guerrieri feroci sbucati dall’Abisso…
Nessuno di questi intrepidi missionari, infatti alla spedizione di Giovanni faranno seguito molte altre iniziative di questo tipo, raggiungerà il suo intento…
In questo modo, però, si aprirà la strada alla successiva evangelizzazione e al successivo incontro con popoli e con tradizioni che si ritenevano esistere solo nei più favolosi bestiari. Marco Polo, tra le altre cose, al termine della sua vita, chiederà ed otterrà di vestire l’ambito templare!
Questo è solo un piccolo esempio dei vari approfondimenti che il libro stimola e incoraggia.

3. La discussione filosofica e il dibattito d’idee
Vi è poi, da ultimo, la discussione filosofica e il dibattito d’idee che in certo modo attualizza e rende moderna una vicenda accaduta molti secoli addietro. Devo dire che questa è la parte del libro che più mi appartiene e nella quale il contributo dell’autore è stato veramente, credo, del tutto originale.
L’assunto di base è semplice, ma proprio per questo sempre "moderno" e attuale: la preminenza, cioè, dell’individuo e della società nei confronti dello Stato. Sia esso di tipo monarchico, dittatoriale o addirittura democratico.
Filippo IV il Bello, il Re di Francia, incarna infatti uno tra i primi esempi di assolutismo monarchico.
Quel Rex ex le gibus solutus così lontano dalla tradizione della Bibbia e quindi del Cristianesimo.
Che da parte sua sempre ha sostenuto la tesi della necessità di una società perfetta e gerarchica dove tutte le forme di potere temporale sono espressione terrena della potestà spirituale, oltre che garanzia di libertà della Chiesa rispetto alle ingerenze dei più potenti stati moderni.
Al contrario con la monarchia francese inizia quel processo di laicizzazione delle istituzioni politiche, che dopo l’ondata rivoluzionaria del XVIII secolo, toccherà il suo apogeo con le dittature naziste e comuniste.
Lo Stato prima della persona, la nazione prima della società.
Anche oggi viviamo questo scontro e questo conflitto anche in una società che molti ritengono giusta e buona per il solo fatto di essere democratica!
Anche in questo caso, come potete ben capire, gli agganci e gli approfondimenti potrebbero essere davvero tanti.
Ne prospetto solo alcuni…
Il problema dell’islamismo e dell’integralismo arabo, l’apporto dato al cristianesimo alla formazione della civiltà occidentale, piuttosto che la necessità di rivedere il ruolo dei cattolici in campo politico e sociale…
Non dimentichiamo che il Medio Evo, o meglio la Cristianità, fu il periodo storico nel quale certi concetti, oggi molto cari alla Dottrina Sociale della Chiesa primo fra tutti quello di sussidiarietà, - magari inconsciamente – erano non solo enunciati, ma realizzati in toto!