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Anche la divisionedel romanzo in tre Parti non è
assolutamente casuale.
Ogni Parte, e la relativa ripartizione in due Libri per ciascuna Parte,
ha lo scopo di evidenziare e porre in risalto dei concetti e delle idee
guida che percorrono tutto il racconto.
La Prima Parte intitolata Hierusalem, Hierusalem, prende spunto dallantico
grido che proviene dalla Bibbia e che molti pellegrini hanno fatto proprio
durante il loro Iter gerosolimitano.
Vuole innanzitutto fermare lattenzione del lettore sulla suggestione
potente che certi luoghi, oggi come ieri, sanno esercitare sul cuore e
sullanimo degli uomini.
La Seconda Parte, De Viris Illustribus, mutua il suo titolo dalla grande
opera dello storico romano Svetonio e sostiene lassunto, condiviso
dallautore, che la storia prima di essere fatta dai popoli e dalle
masse, sia voluta e pensata dai grandi uomini.
Siano essi dei condottieri, dei politici, degli scienziati, delle canaglie
o dei santi.
Infine, la Terza Parte intitolata De Caelesti Hierarchia, con esplicito
riferimento allopera omonima dello Pseudo Dionigi lAreopagita,
sposta la discussione dal piano storico a quello concettuale e filosofico,
sostenendo la tesi cara alla dottrina sociale della Chiesa, della preminenza
dellindividuo sulla società e sullo stato.
Ecco perché questo romanzo storico si rivolge a diverse categorie
di potenziali fruitori.
Credo che ad esso si potrà avvicinare il lettore che ama la storia
e cui piace collegare abilmente fatti ed avvenimenti, personaggi e luoghi
solo apparentemente distanti e diversi tra loro.
Infatti, una vicenda che si dipana lungo un periodo di circa duecento
anni, la storia cioè di quei pellegrinaggi armati che impropriamente
gli storici " illuminati " vollero definire con il termine di
" Crociata ", penso possa soddisfare ampiamente questa folta
categoria di lettori.
Altri, spero, apprezzeranno maggiormente le raffigurazioni, a volte fugaci
e in altri casi più approfondite, dalcuni personaggi di questo
ricchissimo periodo storico così bistrattato e colpevolmente screditato
dai manuali e dagli insegnanti di storia.
Goffredo di Buglione, Riccardo Cuor di Leone, Federico di Svevia, san
Francesco dAssisi, san Bernardo di Chiaravalle, Innocenzo III, san
Luigi di Francia, Eleonora dAquitania, Norandino, Saladino, Gengis
Khan, Baibars e molte altre figure ritenute " minori ", solo
perché minore fu il tempo loro concesso sul palcoscenico della
vita, mi riferisco ad esempio alleroico Re lebbroso Baldovino Quarto
o alla sfortunata Jolanda di Brienne, ritengo possano ancora infiammare
il cuore e la fantasia di tanti giovani lettori.
A tutti, me per primo, rivolgo il pressante invito al necessario, ancorché
successivo ed auspicabile approfondimento dei molti argomenti trattati
dal romanzo.
Questopera, dal vago sapore " enciclopedico ", è
un libro fatto di libri, e dietro ciascuna pagina, frase, o addirittura
in certi casi, parola, fa capolino unaltra lettura o un diverso
volume da me consultato, letto o solamente sfogliato.
Sono sentieri che continuamente si aprono nel profondo del bosco della
nostra voglia di conoscere, e che meritano di essere seguiti e perlustrati.
Al termine dellinterminabile ricerca, rimane per chi ha scritto,
e spero anche per chi avrà letto, la consolante frustrazione di
sapere una sola cosa: di non sapere nulla!
Un ultimo " avviso ai naviganti ".
Il paziente lettore che saprà giungere al termine di questopera,
tra un ginepraio deventi e un coacervo di personaggi, saccorgerà
certamente che il vero protagonista, anzi la vera protagonista, di tutta
questintricata faccenda dei Templari, in realtà, è
ben altra cosa
E questo un vecchio pallino dellautore che tra improvvise
vampate di rinnovato interesse e stanchi momenti di noiosa bonaccia, oramai
da molto tempo, mi accompagna e mi appassiona.
Al mio lettore, al quale è naturalmente rivolta questa presentazione,
vorrei confidare molte altre mie perplessità.
Scusarmi con lui per le tante cose che avrei voluto dire e che non sono
riuscito a fare entrare nella trama del romanzo; il relativo poco tempo
che ho dedicato a questa mia opera, ma daltro canto carmina non
dant panem e nella vita ci sono molte faccende ben più importanti
da sbrigare che scrivere un libro!
Chiedergli venia per la semplicità, anche di linguaggio, con cui
sono stati toccati certi argomenti o sono state descritte certe situazioni
Avrei desiderato sfruttare più a fondo le foreste simboliche medievali
abitate da unicorni e grifoni, e trarre un maggior numero desempi
dai bestiari illustrati e dagli atlanti che spiegavano ai naviganti come
arrivare allIsola Perduta
Su tutto si stenda, non il velo pietoso della fredda commiserazione, ma
la calda simpatia, il " vibrare insieme ", che si deve a quegli
arditi che almeno hanno osato " provarci ".
Nessun libro può essere portato a compimento senza laiuto
di amici, e lOrdine del Quinto Evangelo deve molto a molti di questi.
Innanzi tutto un particolare ricordo va ad Alessandro e Giovanni Martinelli,
che con la loro costante e attenta critica mi hanno spronato a puntare
sempre in alto. Un sincero ringraziamento va poi alla mia paziente segretaria
Laura, ad Enrica e ad Egle per la traduzione delle cronologie dal francese,
a Francesca per la correzione delle bozze, a Giusy per la ricerca grafica
di copertina, a Pierluigi la cui presenza anche solo spirituale mi è
stata di grande conforto.
Dedico questo libro a mia moglie Mara e a mia figlia Giulia, per la grande
pazienza accordatami e per il continuo sostegno prestatomi.
A.M.D.G.D.E.M.
Mozzecane, 21 Settembre 1998
San Matteo Apostolo
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